23 maggio 2008

Brucia i capelli alla prof di matematica


Ragazzina di 15 anni sospesa dalle lezioni. L’insegnante l’ha denunciata

Brucia i capelli alla prof di matematica

La giovane era già stata punita in passato a livello disciplinare Indaga la Procura dei minori
Claudio Ernè

Una ragazzina di 15 anni, allieva ripetente di un istituto scolastico superiore cittadino, ha cercato di incendiare la chioma della sua insegnante di matematica.
Ha avvicinato ai capelli piuttosto lunghi della professoressa la fiamma del suo accendino mentre mentre con altri compagni stava uscendo dall’aula. Uno sfrigolio, un odore acre, alcune punte bruciate o annerite. L’insegnante si è messa a urlare terrorizzata, ma una provvidenziale manata le ha evitato conseguenze peggiori e forse irreparabili.
Ora di questa aggressione si stanno occupando i carabinieri e la Procura dei minori. La ragazzina intanto è già stata sospesa dalle lezioni dal Consiglio di classe riunito d’urgenza e con buona probabilità negli imminenti scrutinii di fine anno non potrà essere giudicata dagli insegnanti. Pochi temi, poche interrogazioni. In altri termini rischia di perdere per una seconda volta l’anno scolastico.
L’episodio, il primo di questa stupidità e violenza accaduto in una scuola superiore triestina, risale alla scorsa settimana, ma solo ieri e con molta fatica, è emerso a livello pubblico. Non forniamo indicazioni utili a identificare l’stituto o la ragazza per tutelare la minore.
La dirigente scolastica, quella che un tempo sarebbe stata indicata come la «preside», ha confermato l’azione sconsiderata effettuata dall’allieva quindicenne, ma allo stesso tempo ha chiesto che alla notizia venisse messa in parte la «sordina» per non pregiudicare l’esito di un percorso educativo che coinvolge la giovanissima studentessa.
La ragazzina negli ultimi due anni scolastici oltre ad essere stata bocciata, è già stata «punita» più volte a livello disciplinare a causa di ripetute intemperanze. Vive da tempo in una situazione molto difficile e una sua identificazione precisa, così come quella dell’istituto scolastico a cui è iscritta, potrebbe nuocerle grandemente.
Ecco perché gli insegnanti da un paio d’anni stanno cercando di aiutarla e assisterla in tutti i modi. Inoltre la Procura dei minori ha aperto un fascicolo di inchiesta in base al contenuto del rapporto inviato dai carabinieri ma essendo minorenne, il nome della studentessa non potrà mai emergere, nemmeno nel caso di una eventuale condanna.
Il tentativo di incendiare i capelli della professoressa di matematica - ha spiegato ieri un insegnante della stessa scuola - è avvenuto al termine delle lezioni, quando tutti gli allievi di quella classe stavano per uscire dall’aula. La ragazzina aveva già preso in mano l’accendino e, secondo quanto ha dichiarato, lo aveva estratto per accendersi una sigaretta appena giunta in strada. Invece ha azionato la rotellina e una volta ottenuta la fiamma l’ha avvicinata insidiosamente ai capelli dell’insegnante. Perché lo abbia fatto non è riuscita a spiegarlo. Forse nemmeno lei l’ha capito.
I capelli, o meglio alcune delle loro estremità hanno preso fuoco: la professoressa di matematica che ha sostituito in cattedra da qualche mese un collega chiamato ad insegnare all’Università, quando ha percepito cosa stava accadendo, si è spaventata. Prima ha gridato, poi ha chiesto e ottenuto aiuto, infine si è messa piangere. È scappata in un bagno dove l’ha subito raggiunta la dirigente per rincuorarla. Minimi i danni fisici che non hanno richiesto nè ricoveri, nè cure al Pronto soccorso. Gravi invece quelli psicologici e tutti ancora da determinare.
Fin qui la storia. Secondo alcuni genitori, non tutti gli allievi della classe coinvolta in questa vicenda, avevano gradito il cambio dell’insegnante di matematica. In sintesi la giovane supplente si era trovata a lavorare in un clima difficile, contrassegnato a tratti e forse ancora condizionato dalla forte personalità e dall’indubbio prestigio del collega che l’aveva preceduta sulla stessa cattedra.
La nuova docente aveva percepito questo clima di diffidenza e i rapporti con alcuni degli allievi ne avevano risentito. La ragazzina ha interpretato a suo modo queste difficoltà e ha agito d’istinto. Stupidamente. Senza valutare le conseguenze del suo gesto. Un capo d’abbigliamento sintetico, un foulard di seta e il fuoco dell’accendino avrebbe provocato una fiammata e una tragedia.


http://scuolaviolenta.blogspot.com
Fonte: Il Piccolo di Trieste (http://espresso.repubblica.it) - 23/05/2008

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