05 ottobre 2011

Lezione con i vigilantes nei piani

Lezione con i vigilantes nei piani

Il preside P.: «Facciamo attività pomeridiane per sottrarre i ragazzi alla strada».

GIUGLIANO. Cancellate alte e robuste lungo tutto il perimetro, massicci bodyguard in perfetta divisa all’ingresso e all’interno, al posto dei bidelli che il ministero ha tagliato, uomini della security ad ogni piano. Badge di riconoscimento per tutti, professori e alunni. L’Istituto statale Luigi Galvani, alle porte di Giugliano, è poco meno di un bunker. Sei gradi di separazione da un territorio a rischio, violento e ad alto tasso camorristico, quello in cui i 1200 ragazzi vivono e a cui tornano alla fine delle lezioni. Nel bunker Galvani, dove si studia per diventare periti tecnici industriali, la sicurezza viene prima dell’istruzione, diventa esigenza primaria. «Vigilanza ferrea», spiega la vice preside C. M. Sta preparando la carta della legalità da presentare in una prossima assemblea compresi i genitori. «Vigilanza interna ed esterna, non armata», precisa, «è un istituto ubicato in un’area a rischio per cui noi facciamo azioni preventive. Anche i nostri studenti devono essere tutelati, la sicurezza è uno dei cardini fondamentali. Questo territorio non offre niente ai nostri ragazzi, Giugliano è solo piena di sale giochi».
Nell’intervallo si esce a fumare nel cortile, ragazzi con il gel tra i capelli, t-shirt aderenti al torace, braccia coperte di tatuaggi. «Facciamo attività pomeridiane per sottrarre i ragazzi alla strada — racconta Maisto — c’è un 20-30 per cento che viene da famiglie disagiate e lavora anche per aiutare la famiglia. Ora l’istituto si è rivalutato, una cosa positiva è che ha contatti con il territorio. È una miniera di materiale umano. Perciò abbiamo sfruttato tutti i fondi Pon per mandare i ragazzi all’estero d’estate, abbiamo laboratori, robot che riproducono la catena di montaggio».
Per il preside G. P., questa scuola è un punto di riferimento. Ha 117 docenti a tempo indeterminato più altri 130 per 1129 studenti. «L’agenzia di security, G&P Global service non l’ho portata io, ma l’ho confermata: una scelta giusta. A parità di classi e alunni abbiamo avuto un taglio secco di bidelli. Tre di loro sono stati sostituiti dai vigilantes in divisa, più uno al cancello. Credo che questa presenza da sola possa essere un deterrente per goliardate eccessive. Io sto qui dalle 7,30 alle 19, così pure il mio staff di dirigenza. Devono vigilare che non accada niente di anomalo. Ci sono lunghi corridoi, entrate e uscite, uno sterminato spazio esterno, luogo incontrollato e incontrollabile dall’interno e per l’esterno».
Pezza difende i suoi alunni: «Nessuno dei miei studenti è potenzialmente o in pectore un delinquente. Ma il contesto sociale è questo: un territorio dove l’urbanizzazione è triplicata, discarica a cielo aperto di rifiuti. I docenti devono fare i conti con ragazzi maleducati, ma forse ce ne sono più al Parini di Milano che al Galvani di Giugliano. Le famiglie chiedono aiuto alla scuola. E c’è una minoranza insofferente alle regole».
Una minoranza che usa la violenza. L’anno scorso ci sono state 15 denunce per aggressioni. Un esempio? Scuola elementare Catello Salvati, a Scanzano, periferia di Castellammare di Stabia. T. E., una docente di 47 anni, 20 già impiegati qui, quel giorno ha i tacchi alti, si è vestita elegante. È in presidenza quando vede arrivare un uomo che schiaffeggia una maestra e grida: «Mio figlio non lo metti più fuori». T. interviene a difenderla. Ed è attaccata a sua volta: «Mi mette due mani alla gola e mi sbatte con la testa al muro, cado e batto il capo sul termosifone, mi strappa una ciocca di capelli». Quando lo racconta è ancora piena di rabbia. «Finora mai un caso del genere, l’istituto funziona benissimo, i genitori sono tutti dalla nostra parte. La mia collega è all’antica. Ha una classe difficile, con figli di famiglie disagiate, che mancano spesso da scuola».
Poi si sfoga: «Lo Stato cosa fa per questi bambini? Riduce il personale scolastico, aumenta il numero degli alunni in classe, vuole la docente unica che è sempre più da sola ad affrontare la realtà». Scanzano, un contesto sociale dominato dallo strapotere camorristico. «Sento spesso parlare di D’Alessandro, ma quelle famiglie a volte hanno dato un aiuto economico alla scuola, ci tengono. Invece i casi più problematici sono i “Ciruzzo”, figli di chi ha perso il lavoro nei cantieri e nelle fabbriche, e non riesce più a mettere il piatto a tavola, con mamme che devono lavorare tutto il giorno e papà disoccupati, o morti, o in carcere. Quei bambini si sentono già inferiori, additati, l’unico modo di esprimersi è l’aggressione, un modo per dire: io ci sono. La nostra scuola è bellissima, ha il teatro, la palestra. Con 25 mila euro di fondi regionali l’anno scorso abbiamo fatto otto laboratori contro la dispersione».
Un progetto della prefettura di Napoli l’anno scorso ha coinvolto 1064 alunni e 25 scuole. «La scuola era bella di pomeriggio - continua T. E. - tutta illuminata, con mensa, sport, laboratori, progettualità. Avevamo trovato un sistema per non farli andare a casa. I bambini pensavano: anch’io posso, anch’io riesco, e finivano per rendere di più anche nello studio». Torna, come al Parco Verde di Caivano, il richiamo al docente chiamato a fronteggiare il disagio. «Dobbiamo essere diversi, saper rendere più sicuri i bambini». Le insegnanti si alleano tra loro. «Lavoriamo in team, ci confrontiamo per trovare le strategie, cerchiamo insieme una via d’uscita.

Patrizia Capua


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Fonte: Repubblicanapoli.it 05/10/11

03 ottobre 2011

Un insegnante su due fuggirebbe dai propri studenti

Scuola, 1 insegnante su 2 fuggirebbe dai propri studenti
Tra atteggiamenti poco educati, attenti e rispettosi, gli insegnanti di oggi fanno i conti con una generazione difficile da gestire, molto piu’ attenta a smanettare con telefonini e lettori musicali di ultimo grido alle lezioni


A scuola adesso le vittime non sono piu’ gli studenti, ma i professori. Infatti 1 insegnante su 2 confessa di non farcela e addirittura fuggirebbe dalla scuola e cambierebbe lavoro. E’ quanto emerso da uno studio promosso dalla rivista VdG Magazine in uscita in questi giorni, realizzato attraverso interviste realizzate su un campione di circa 500 insegnanti italiani di scuole medie inferiori e superiori, di eta’ compresa tra i 35 e i 60 anni, per sondare come e’ cambiato il rapporto con gli alunni e quali sono le problematiche attuali.

Il 51% degli intervistati afferma che oggi e’ difficile fare l’insegnante, per via soprattutto del cambiamento degli alunni. Oggi, a loro parere, sono infatti piu’ contestatari e polemici (33%) e piu’ distratti (22%), e solo il 19% si mostra interessato e piu’ attento rispetto ai ragazzi di ieri. Parlando di look poi la trasformazione dei tempi e’ ancora piu’ palese. I professori riscontrano un trionfo di piercing (38%), tatuaggi (29%) e minigonne (17%). Ad accendere il loro interesse sono, a sentire i docenti, i problemi sociali (26%), le nuove tecnologie (25%), il cinema e i film (22%). Ma prima ancora vengono lo sport e in particolare il calcio (41%), il telefonino di ultima generazione (38%), ma anche la moda (18%). Ma parlando di comportamenti gli insegnanti si mettono le mani nei capelli. I loro alunni si mostrano infatti annoiati e insofferenti (33%) fino a sfociare nella maleducazione (13%). E se una volta gli studenti si distraevano giocando con gli album di figurine (36%) o con i fumetti (24%), oggi le distrazioni maggiori vengono soprattutto da oggetti super tecnologici (83%).

Contestatari, polemici, dagli atteggiamenti ostili e a volte insofferenti che non risparmiano scherzi e prese in giro anche piu’ pesanti. Ecco perché per 1 maestro su 2 oggi l’insegnamento e’ diventato parecchio difficoltoso.

Come sono gli alunni di oggi? Per gli intervistati ci sarebbe da stendere un velo pietoso, tanto che 1 su 3 (33%) li trova molto piu’ contestatari e polemici, meno interessati agli argomenti trattati durante le lezioni (24%) e piu’ distratti (22%). Solo il 19%, invece, li reputa piu’ interessati e preparati rispetto a quelli di ieri. E tutto questo si riflette anche sul loro modo di rapportarsi con il corpo docente. Una buona percentuale, per fortuna, avverte comunque piu’ attenzione e rispetto (24%) nei confronti degli insegnanti che, al di la’ del ruolo, sono pur sempre persone che si prodigano per far crescere le future generazioni. La stragrande maggioranza degli intervistati, invece, sottolinea molta negativita’, ravvisando negli studenti di oggi noia e indifferenza (33%), ostilita’ e insofferenza (26%) e nella peggiore delle ipotesi anche maleducazione (13%).

Per questo oggi 1 insegnante su 2 (51%) trova parecchie difficolta’ nell’insegnare e ben il 18% dichiara di sentirsi vessato ogni giorno, mentre quasi 1 su 3 (27%) subisce una bravata almeno una o due volte a settimana. Difficolta’ che, al di la’ degli atteggiamenti, si riscontrano anche negli interessi degli studenti di oggi, i cui discorsi e modi di parlare vertono oggi su argomenti poco impegnativi come il calcio (41%), le nuove tecnologie (25%) e i telefoni di ultima generazione (38%).

Piercing, consolle portatili e tatuaggi: questi i nuovi ‘must’ indicati dagli insegnanti negli studenti di oggi. E se a tutto questo si aggiungono atteggiamenti irrispettosi, ecco che 1 intervistato su 2 dichiara addirittura di pensare a lasciare il mestiere e fuggire.

Se una volta a distrarre gli studenti intervenivano fumetti (24%), album di figurine (36%) e riviste ose’ (13%), oggi gli insegnanti indicano che a condizionare l’attenzione e gli interessi dei ragazzi tra i banchi di scuola ci sono cellulari (44%), consolle portatili (23%), lettori musicali (16%) e carte da gioco che rappresentano i loro cartoni animati preferiti (11%). E l’evoluzione dei tempi si nota anche nell’immagine e nel modo di essere. Infatti gli intervistati indicano molti “nemici” legati al look che condizionano la cultura degli studenti, come ad esempio piercing (38%), minigonne (17%), tatuaggi (29%) e capelli lunghi (11%).

Ma quali sono le reazioni spontanea degli insegnanti di fronte a questo stato delle cose? Gli intervistati parlano chiaro: oltre 1 su 2 (51%) afferma di non farcela piu’ al punto tale da aver voglia di cambiare lavoro. E se il 12% si vede nauseato e sfibrato e il 9% denuncia di perdere le staffe, laconici sono coloro che affermano di essere amareggiati e soprattutto preoccupati per il futuro dei loro studenti (26%).


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Fonte: http://www.italiachiamaitalia.it - 03/10/2011

21 settembre 2011

Accecano il prof con il mini laser

Accecano il prof con il mini laser
L'insegnante, 46 anni, è stato accecato da uno dei ragazzi che stava assistendo alla sua lezione e ha chiamato la polizia. Nessuno ha detto chi è stato

Livorno - Un docente di una scuola superiore di Livorno ha dovuto ricorrere al pronto soccorso dell'ospedale dopo che i suoi studenti gli hanno puntato agli occhi la luce di un mini-laser. L'insegnante, 46 anni di Rosignano, è stato accecato da uno dei ragazzi che stava assistendo alla sua lezione e ha chiamato la polizia. L'episodio è avvenuto in un istituto professionale. Alla lezione erano presenti 22 studenti di una seconda, di età tra i 15 e i 16 anni.

Raggiunto dal laser puntato dai banchi, il docente ha provato un forte bruciore agli occhi, quindi ha chiesto chi fosse il responsabile. Non gli è stato detto, e anche dopo l'intervento del vicepreside e di una pattuglia della polizia gli studenti hanno taciuto il nome di colui che tra loro impugnava il mini-laser. Unica cosa ottenuta, far lasciare il laser sulla cattedra. La polizia lo ha poi sequestrato, mentre più tardi i medici dell'ospedale hanno riscontrato una lesione agli occhi del docente, che ha avuto una prognosi di guarigione di tre giorni.


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Fonte:http://corrierefiorentino.corriere.it - 21/09/2011

Padre violento aggredisce le insegnanti del figlio

Padre violento aggredisce le insegnanti del figlio
Castellammare - Due insegnanti di una scuola elementare di Castellammare di Stabia (Napoli) sono state aggredite e malmenate dal genitore di un alunno. Il gesto sembra sia da ricondurre alla volonta' del genitore di imporre ai docenti una maggiore tolleranza rispetto ai comportamenti ribelli del figlio nel corso dell'anno scolastico. L'episodio e' avvenuto in un istituto di via Monaciello, dove l'uomo, l'episodio risale a ieri mattina ma e' stato reso noto solo oggi, si e' presentato nel corso di una riunione di docenti.
L'uomo ha dapprima schiaffeggiato l'insegnante del figlio e successivamente ha afferrato per il collo un'altra docente intervenuta nel vano tentativo di difendere la collega dalla violenta aggressione. Entrambe le maestre sono state medicate all'ospedale San Leonardo mentre l'uomo e' stato denunciato. L'aggressore, un 33enne, e' stato identificato dagli agenti del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia e denunciato all'autorita' giudiziaria per lesioni e violenza privata.



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Fonte:http://www.metropolisweb.it - 21/09/2011



Schiaffeggiò la maestra del figlio: non potrà avvicinarsi a scuola
L'uomo aggredì l'insegnante del figlio lo scorso 20 settembre
Dovrà tenersi a non meno di 500 metri dai luoghi di lavoro e di abitazione delle docenti e dei loro familiari l'uomo che, lo scorso 20 settembre, a Castellammare di Stabia (Napoli), si presentò in una stanza dell'istituto dove era in corso una riunione dei professori schiaffeggiando prima l'insegnante del figlio e, subito dopo, un'altra maestra intervenuta per difendere la collega.
Gli agenti del commissariato di Castellammare hanno eseguito oggi l'ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata (Napoli) nei confronti di M.D., di 33 anni.
Dopo l'aggressione le due insegnanti furono medicate nell'ospedale San Leonardo di Castellammare e l'uomo denunciato con l'accusa di lesioni e violenza privata.


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Fonte: http://napoli.repubblica.it - 06/10/2011

01 giugno 2011

Calabria: oss. minori, pericolosa violenza contro insegnanti

Calabria: oss. minori, pericolosa violenza contro insegnanti

''L'aggressione fisica di una madre verso un docente di una scuola di Siderno (RC) ripropone, drammaticamente, una pericolosa tendenza, che svuota ulteriormente di autorevolezza il sistema scolastico con gravissime ricadute sul percorso educativo dei soggetti in eta' evolutiva'': e' quanto sostengono il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia, e Antonino Napoli, dirigente l'ufficio legale dell'Osservatorio. ''Considerata l'alta frequenza statistica con la quale simili episodi si verificano - sostengono - e' necessario studiare nuovi e piu' decisi sistemi di difesa di una categoria, quella degli insegnanti, strategica per la risoluzione della crisi educativa in atto, che proprio nella genitorialita' dovrebbe trovare il migliore alleato''.

''Risolvere un contenzioso in modo violento significa - proseguono Marziale e Napoli - abituare anche i figli ad agire nella stessa maniera e cio' e' ancor piu' grave delle ricadute penali che l'azione comporta. Certi gesti rendono comprensibile l'ascesa esponenziale della criminalita' minorile rilevata dagli organi giudiziari preposti''.

''Enti pubblici locali, come comuni e amministrazioni provinciali - concludono - dovrebbero costituirsi parte civile ogni volta che la scuola viene cosi' profondamente ferita''.
 
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Fonte:http://www.asca.it/ - 01/06/2011

08 maggio 2011

Non abusò dello studente. Prof innocente chiede i danni

Non abusò dello studente. Prof innocente chiede i danni
Per la procura era tutto falso. A denunciarla con un esposto era stata la preside

di Giancarlo Oliani

MANTOVA. Denunciata e sospesa con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di uno studente minorenne, l'insegnante di un istituto superiore di Mantova ha dimostrato, in procura, la sua innocenza. Ora chiederà i danni.

Li chiederà alla dirigente scolastica che quel giorno a quanto pare, con soddisfazione, l'aveva fatta uscire dalla porta secondaria della scuola dicendole: «Tu non sei nemmeno degna di uscire dall'ingresso principale». Ma ora la professoressa è rientrata, a pieno titolo, proprio da quella porta.

Facciamo un passo indietro, al dicembre dello scorso anno quando la madre di uno studente che frequenta la quarta dell'istituto superiore (non facciamo il nome a tutela del minore coinvolto) ha un incontro con il capo istituto. La donna, separata dal marito, parla a ruota libera. E' convinta che il figlio abbia una relazione amorosa con l'insegnante.

E la preside, senza perdere tempo, e fidandosi di quell'unica testimonianza, invia un esposto alla procura della Repubblica in cui denuncia l'insegnante di violenza sessuale, trasmettendo la segnalazione alla Direzione scolastica regionale. E' quest'ultima che, sulla base del resoconto trasmesso dalla preside, autorizza la sospensione preventiva dell'incarico all'insegnante. Nel frattempo il suo posto viene preso da un nuovo prof.

L'esposto arriva, come già accennato, a palazzo di giustizia, e ad occuparsene è il sostituto procuratore Roberto Lombardi che convoca la professoressa, il ragazzo e il padre con il quale vive dopo la separazione con la madre.

Lombardi raccoglie le dichiarazioni ed è proprio sulla base di quelle che decide di non avviare alcun procedimento penale. Non ci sono i presupposti. Comunica i risultati dell'indagine alla preside, che li riferisce all'organismo scolastico regionale. Scatta così il reintegro dell'insegnante, decisa a chiedere comunque un cospicuo risarcimento danni.




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Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/ - 08/05/2011

06 maggio 2011

Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuola

Picchia il compagno e spintona la maestra: alunno allontanato da scuolaLo studente violento della media Giotto affidato ai servizi sociali. Rimarrà iscritto all'istituto così potrà dare l'esame finale
di Marco Aldighieri

PADOVA - Un ragazzino iscritto in una classe terza della media Giotto ha ferito un compagno e spinto una professoressa. In uno scatto d’ira ha fatto cadere l’amichetto che ha sbattuto violentemente la testa. Il piccolo studente è stato costretto a sottoporsi alle cure dei medici del pronto soccorso pediatrico, che lo hanno dichiarato guaribile in pochi giorni. Nessun danno invece per la docente, che ha barcollato ma è riuscita a non perdere l’equilibrio. L’episodio è accaduto non più tardi di un mese fa.

Al momento né i genitori dell’alunno ferito e né la professoressa spinta hanno sporto denuncia. Anzi, la scuola media Giotto ha subito affrontato e risolto il problema. La prima dirigente scolastica, ancora prima di Pasqua, ha deciso di allontanare lo studente violento dall’istituto. Nonostante rimanga iscritto nella scuola, il ragazzino è stato affidato ai Servizi sociali del Comune. Così, fanno sapere i dirigenti della media Giotto, l’alunno non avrà più contatti con i suoi compagni e di conseguenza non potrà più fare loro del male. Sotto questo profilo dunque i genitori degli studenti della Giotto possono stare tranquilli. I loro figli non corrono più il pericolo di essere picchiati.

L’istituto però non ha voluto abbandonare al suo destino l’alunno violento. Il ragazzino, fino all’esame finale di terza media, studierà seguito da alcuni insegnanti. Quindi affronterà gli esami come un privatista e probabilmente proprio alla Giotto dove risulta allontanato, ma regolarmente iscritto. Un escamotage che permetterà all’alunno di portare a termine il regolare corso di studi e nello stesso tempo non aggraverà la sua posizione, già particolarmente difficile a causa di diversi problemi familiari.

La decisione della scuola media Giotto è stata particolarmente forte, ma secondo i docenti necessaria. C’era anche il pericolo che altri ragazzini emulassero il comportamento violento dello studente allontanato. Un ragazzino che, come sostiene a più riprese la prima dirigente scolastica, deve essere aiutato e non condannato.


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Fonte: http://www.gazzettino.it/ - 06/05/2011

24 marzo 2011

La rivolta dei prof contro i genitori "Basta aggredirci per i voti dei figli"

La rivolta dei prof contro i genitori "Basta aggredirci per i voti dei figli"
E al Parini di Milano in cinque se ne vanno: "Stanchi degli insulti"

TIZIANA DE GIORGIO
FRANCO VANNI

Milano - L´ultimo caso è quello del liceo classico Parini di Milano, dove due insegnanti hanno chiesto il trasferimento in altre scuole e altri tre si dicono pronti a farlo per gli insulti subiti dai genitori durante i colloqui. «Questa scuola è un incubo - dice una delle prof transfughe - ci sono madri, non tutte per fortuna, che passano le loro giornate a insegnarci come si fa il nostro mestiere. E se i figli prendono voti bassi ci aggrediscono». Un altro docente racconta: «I genitori di una studentessa che va male a scuola mi hanno rivolto insulti personali e pesantissimi». Sul caso vuole vedere chiaro il provveditore milanese Giuseppe Petralia, che oggi chiederà chiarimenti al preside. Ma quello del centralissimo liceo milanese è solo l´ultimo di una serie di episodi: ovunque in Italia, dalle materne alle superiori, si registrano aggressioni di genitori agli insegnanti, compiute in difesa del pargolo, come reazione a brutti voti, richiami, note o bocciature.
Lo scorso febbraio, sempre a Milano, la preside della scuola elementare Sorelle Agazzi di Quarto Oggiaro è finita in ospedale dopo essere stata picchiata dalla mamma di un bambino di nove anni che lanciava sedie dalla finestra. La colpa della preside, secondo la madre: non sapere gestire lo studente. Nella scuola elementare Paolo VI di Roma del quartiere Talenti, invece, a finire nel mirino di genitori inferociti era stata la maestra di un alunno sospeso insieme ad altri tre studenti per aver costretto una compagna a spogliarsi. La decisione della scuola di punire i bulli ha fatto imbestialire una delle mamme, che si è scaraventata contro la maestra urlandole: «Se la sospensione avrà conseguenze sulla pagella di mio figlio me la paga». E se a Napoli lo scorso giugno la preside della scuola media Sant´Alfonso dei Liguori è stata pestata da una mamma e un papà che avevano saputo della bocciatura del figlio, a Ostia i parenti di una studentessa di scuola media sono stati arrestati dopo aver aggredito un´insegnante che aveva osato rimproverare la ragazza, che aveva chiamato «balena» una compagna disabile. Ma non ci sono solo le botte per farsi valere sull´insegnante che "maltratta" il proprio figlio. Molti genitori per danneggiare il docente che magari ha dato un 4 di troppo si affidano a ricorsi e richieste di ispezione, con l´intento di farlo punire o trasferire altrove.
I sindacati della scuola nell´ultimo anno registrano l´impennata degli esposti dei genitori contro i professori, per loro comportamenti scorretti veri o presunti. «Il fenomeno ha due spiegazioni - dice Pippo Frisone, che si occupa di contenziosi per Flc Cgil - da un lato i genitori stanno diventando ultra protettivi nei confronti dei figli, spesso oltre ogni ragionevolezza. Dall´altro, il decreto Brunetta dà ai presidi la possibilità di punire i docenti, anche sospendendoli in caso di atteggiamenti irregolari. E i genitori si sentono così legittimati a contestare, con esposti e segnalazioni, anche le scelte didattiche dei docenti». E succede che, alla fine, il preside dia ragione ai genitori. Come nel caso del Parini, dove il dirigente sarebbe arrivato a consigliare a due professori di mettersi in malattia «vista l´incompatibilità con i genitori della classe».
Per Elisabetta Scala, coordinatrice nazionale del movimento dei genitori Moige, simili contrasti si appianano solo se la presenza dei genitori a scuola è massima. «È vero che dobbiamo rispettare il ruolo degli insegnanti, ma loro devono rispettare il nostro, che deve essere sempre maggiore. Per questo noi del Moige abbiamo chiesto al governo di prevedere permessi speciali dal lavoro per chi deve andare a scuola a parlare con gli insegnanti». Per Innocente Pessina, preside del liceo classico milanese Berchet, «molti genitori vengono a scuola come sindacalisti dei propri figli, e si sentono in dovere di difenderli dalle angherie dei professori».
 
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Fonte: www.repubblica.it - 24/03/2011

Professore picchiato a scuola da un papà

Immagine di repertorio
Professore picchiato a scuola da un papà

Taranto - Una giornata a scuola come le altre. Anzi un pomeriggio, dal momento che si fa doposcuola per togliere i ragazzi dalla strada, dare loro un posto in cui stare, insomma, prolungare l’orario delle lezioni nell’illusione di aggiungere altre tessere a un progetto educativo che si va, faticosamente componendo.
Arriva un papà trafelato. «Mio figlio deve andare al calcetto». «Ma il ragazzino sta seguendo le lezioni» ribatte un docente. Quello non vuole saperne, entra in classe, afferra il figlio e lo porta fuori dall’aula.
La situazione di lì a poco precipita.

E già perchè non si può entrare in classe e fare tutto quello che si vuole, un genitore non può entrare neppure in aula e quella che quel papà sta dando agli altri ragazzini è una gran brutta lezione, soprattutto se ci si trova in una scuola del quartiere Paolo VI, dove gli insegnati lo sanno bene, non si puo’ perdere un centimetro di spazio nella lotta per la legalità, diversamente non c’è più gioco.
Allora va così che quell’insegnante che si oppone a che un ragazzino lasci le lezioni e vada a giocare al calcetto, chiama un altro docente e questo viene picchiato e buttato a terra.

Si ritrova in ginocchio davanti a ragazzini sbigottiti, ma non tanto innocenti da non pensare che un professore “atterrato”, in un quartiere dove si rispetta la legge del più forte, è pur sempre un professore “atterrato”.
Allora possono bastare cinque minuti, rispetto a una vita di impegno nella scuola per sentirsi sconfitti. Soprattutto quando pronta è la risposta, veloc e la sfida: «Mio figlio deve giocare a calcio, se diventa calciatore, puo’ comprare te e tutta la scuola».
Non sono mancate altre aggressioni da parte dei genitori ai docenti. Il più delle volte mamma e papà si schierano a fianco dei figli, senza perdere troppo tempo a capire se i figli stiano dalla parte del torto o della ragione. Ed è capitato, un anno fa per esempio in una scuola di Statte dove ben due e non una sola docente, sono state aggredite da una mamma infuriata. Storie che si possono mettere nel conto quando s’insegna senza più reti di protezione, men che meno nelle famiglie.

Ma in una scuola che più delle altre si è sempre battuta per dare ai propri ragazzi una speranza di vita migliore, un bagaglio con cui affrontare una esistenza che per alcuni parte, sì, con un grosso handicap, la sconfitta brucia di più.
«Mi hanno chiamato, “sta facendo il pazzo in aula”, mi ha detto un insegnante, riferendosi evidentemente a quel padre, io sono corso», dice un docente che non è opportuno menzionare, «la prima cosa che gli ho detto è: “lei non puo’ entrare in aula”».
Ma la violenza era ormai innescata perchè a quel punto il papà ha “afferrato” il bambino, zainetto compreso e lo ha trascinato fuori. Non senza dare un colpo alla spalla del professore, così forte da farlo cadere a terra.
Il professore aggredito è finito in ospedale.
Sei giorni di prognosi e il doloroso interrogativo: «Ma dove avrò sbagliato?».

C’è da sentirsi traditi e non non si può certo dire che sia stata o sarà la prima volta e ultima. Perchè a sentire le esperienze di altri docenti, qualche trattamento particolare è stato loro pur sempre riservato. Compresa una rapina fatta a una docente che dalla furia del malvivente, forse un ex studente, era stata a sua volta trascinata a terra.
Ma adesso anche se la spalla fa male, quel colpo in pieno petto brucia, bisogna tornare sul campo.
«Torno a scuola già domani (oggi per chi legge, ndr), ché solo un giorno uno può sentirsi sconfitto, poi si deve reagire lo sappiamo, come lo sanno tutti i docenti che scelgono di restare a Paolo VI e non farsi trasferire, scelgono di mettersi ogni giorno in gioco e posso assicurare che è dura, ma è il lavoro che abbiamo scelto».

S.Cor.


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Fonte:www.quotidianodipuglia.it - 24/03/2011

25 febbraio 2011

Maestro richiama alunno delle elementari: il papà carabiniere lo picchia

La scuola primaria di Cogollo del Cengio
Maestro richiama alunno delle elementari: il papà carabiniere lo picchia
L'alunno si lamenta, il militare schiaffeggia l'insegnante salvato da insegnanti e bidella. La scuola: denunciamo l'aggressore

VICENZA - Ha richiamato all'ordine un alunno disordinato, ma il suo monito è stato ripagato dal padre del bambino, un carabiniere, con alcuni ceffoni che gli hanno procurato la sospetta lesione di un timpano. È successo nella scuola elementare di Cogollo del Cengio (Vicenza): vittima della furia del genitore militare è stato il maestro M. Z., 53 anni, con oltre 30 di insegnamento sulle spalle.

Il piccolo, che non aveva preso bene la sgridata ricevuta, era fuggito da scuola rifugiandosi a casa: avvertito dalla moglie, il papà, militare della Compagnia di Schio, si è precipitato a scuola affrontando il maestro e ricoprendolo, secondo quanto indica il Giornale di Vicenza, di schiaffi e insulti.

L'intervento di altre due insegnanti e di una bidella avrebbe scongiurato ulteriori guai all'insegnante, che al pronto soccorso ha ricevuto una prognosi di una settimana con l'indicazione di una nuova visita per verificare la necessità di un'operazione al timpano.

«Conosco entrambi i protagonisti - afferma il sindaco di Cogollo, Riccardo Calgaro, e mi sorprende un simile gesto». La scuola, attraverso il preside, M. P., si è già rivolta a un legale con l'intenzione di denunciare il carabiniere «per un gesto - ha detto - che contribuisce ad aumentare le offese che da troppo tempo subisce la scuola italiana».


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Fonte: www.ilmattino.it - 25/02/2011

12 febbraio 2011

Il preside del Parini scrive ai genitori: "Basta con le offese ai nostri docenti"

Il preside del Parini scrive ai genitori "Basta con le offese ai nostri docenti"
Una circolare dopo gli insulti e le aggressioni verbali durante i colloqui. Alcuni prof chiedono
di tornare ai consigli di classe aperti ai soli rappresentanti. Il dirigente: "Soltanto se si esagera"


di Franco Vanni

Il preside del Parini invita i genitori degli studenti a non aggredire e offendere i professori. E lo fa con una circolare pubblicata sul sito web della scuola. Nell’avviso, che illustra le regole dei consigli di classe, si legge: «La pluralità dei genitori che per qualsiasi ragione (personale) abbia motivi di critica nei confronti di un docente non deve tenere un atteggiamento aggressivo od offensivo, come purtroppo si può verificare in simili circostanze». La circolare del preside Carlo Pedretti segue le lagnanze di alcuni professori, stanchi delle mamme che sbraitano durante i colloqui.

La circolare del preside

Al classico Parini il problema non è evitare che le madri prendano a botte gli insegnanti, come è successo alla scuola elementare Agazzi in piazza Gasparri dove una mamma ha malmenato la preside. L’obiettivo del preside è impedire che ci sia chi, nella strenua difesa del proprio pargolo, arrivi a mancare di rispetto ai docenti. «Mi è capitato di recente che durante un colloquio una madre mi desse delle fallita perché il figlio prende voti bassi — racconta una professoressa — io le spiegavo che non era colpa mia se il ragazzo non studia e lei, perfida, mi ha risposto che era d’accordo con me, ma che gli adulti non devono sfogare le loro frustrazioni sui giovani. Poi se ne è andata senza salutare».

Altra insegnante, altro episodio: «In un colloquio una mamma ha cominciato a dire parolacce contro la categoria degli insegnanti per una nota presa dalla figlia. Dopo anni, mi sono convinta che i genitori più ricchi sono mediamente più maleducati». Si tratta di episodi, certo, ma il preside ha voluto fare un generalizzato richiamo alla civiltà.

Sulla presenza dei genitori nei consigli di classe al Parini il dibattito è acceso. La legge prevede che vi prendano parte solo i due rappresentanti, e che siano poi gli insegnanti a decidere se ammettere tutti i papà e le mamme che lo desiderano. Per prassi, però, al liceo di via Goito da sempre venivano ammesse tutte le famiglie. Lo scorso anno una professoressa del corso E ha preteso che si tornasse alla formula “di legge”, con i soli due rappresentanti, e molte famiglie si sono lamentate. Cercando di mettere pace, la circolare del preside dispone che «qualora alcuni genitori chiedano di presenziare, il “consiglio” sia dichiarato “assemblea”».

Se poi i genitori dovessero poi dimostrarsi aggressivi, «è allora bene che gli insegnanti dichiarino l’opportunità di incontrarsi... solamente con i due rappresentanti». Per Raffaella Castellani, madre e presidente del consiglio di istituto, «l’invito alla civiltà è di assoluto buon senso, e l’auspicio è che alle famiglie sia consentito prendere parte ai consigli di classe nel totale rispetto reciproco di tutte le parti».


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Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca - 12/02/2011

08 febbraio 2011

Due minorenni picchiano un professore

Due minorenni picchiano un professore all'Istituto “Moro” di Montesarchio

I Carabinieri di Montesarchio hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli tre giovani un 17enne e un 16enne, entrambi pregiudicati del capoluogo, per lesioni personali ed uno studente di 16 anni, per favoreggiamento personale.
L'episodio è accaduto presso la succursale dell’Istituto Professionale “Aldo Moro”, a Montesarchio.
I due giovani entrati all’interno della scuola, si sono messi a parlare, attraverso la finestra, con alcuni alunni della classe 1a sezione “A”, disturbando la lezione in corso.
Richiamati dall’insegnante sono entrati all’interno dell’aula e davanti agli alunni l’hanno aggredito con calci e pugni, allontanandosi subito dopo a piedi. Il malcapitato, dapprima si è presentato in caserma per sporgere denuncia e poi si è recato presso l’ospedale civile “G. Rummo” di Benevento dove gli venivano contusioni varie giudicate guaribili in circa cinque giorni.
Avviate le indagini i militari hanno sentito alcuni alunni e attraverso le testimonianze raccolte hanno identificato i due giovani aggressori che sono stati denunciati per lesioni personali. Nel corso degli accertamenti, uno degli studenti, sentito in ordine all’accaduto, si mostrava reticente alle domande formulategli e pertanto veniva deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria, per il reato di favoreggiamento personale.


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Fonte: http://www.ntr24.tv/it/news/7634 - 08/02/2011

16 dicembre 2010

Le foto e la scritta "Prof omosessuale" sul social network: due ragazzi dal Gup

Le foto e la scritta "Prof omosessuale" sul social network: due ragazzi dal Gup
Su Netlog avevano pubblicato foto dell'insegnante con diciture equivoche: uno ha già chiesto scusa, l'altro respinge le accuse

PADOVA (16 dicembre) - Probabilmente quei due studenti del Cornaro hanno pensato ad una bravata. Volevano farsi qualche risata alla faccia del professore. Lo scherzo però è stato davvero di cattivo gusto: utilizzando il social network Netlog i due hanno messo in giro la voce che un professore di materie scientifiche, è omosessuale. Di sicuro non sapevano che sarebbero stati denunciati per diffamazione e che i loro nomi sarebbero finiti in un fascicolo in procura a Padova. Oggi i due ragazzi compariranno davanti al Gup V. S.. Protagonisti sono due ragazzi maggiorenni, di 21 anni, che frequentano il liceo scientifico di Padova.

Lo scherzo era cominciato circa un anno e mezzo fa, ed era stato ben studiato.I due studenti si erano creati delle false identità per non farsi riconoscere nel social network e avevano cominciato a inserire fotografie del professore nelle situazioni più normali possibili: mentre chiacchierava con i colleghi, in aula, comunque in situazioni del tutto normali. Solo che sulle foto i ragazzi avrebbero aggiunto in alcune parti le scritte “Censurato”, come a suggerire, o insinuare, situazioni compromettenti completamente fuori luogo. Il docente se ne è accorto e ha sporto denuncia. Partono le indagini condotte dalla Polizia Postale di Padova e coordinate dal pubblico ministero Benedetto Roberti.

Dopo qualche mese parte anche l'avviso di chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio. Sembra però che uno dei due ragazzi abbia ammesso le proprie colpe e abbia formalmente chiesto scusa al professore. Non è escluso che il docente ritiri la querela per il ragazzo che si è pentito. L'altro invece dice di non aver mai preso parte al gioco. La remissione di querela sarebbe valida comunque per entrambi gli studenti e con ogni probabilità al giudice Sgubbi non resterà che archiviare il caso rimandando casomai ad una riflessione: è possibile, nel 2010, pensare ancora che l'omosessualità sia un'offesa?


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Fonte: http://www.ilmessaggero.it - 16/12/2010

Insegnante di sostegno picchiata da un alunno disabile: choc in una scuola media

Padova, insegnante di sostegno picchiata da un alunno disabile: choc in una scuola media
di Enrico Ferro

PADOVA. È stato rimproverato dall’operatrice che lo assiste durante le lezioni a scuola e ha reagito in modo
rabbioso. Un ragazzino di 12 anni, allievo di una scuola media nella periferia cittadina, ieri mattina ha sferrato un potente pugno in faccia alla sua assistente. La donna, M.P., 42 anni, dipendente dell’Usl 16, residente a Padova, è caduta a terra ed è stata soccorsa dai colleghi: ha trascorso la giornata in ospedale.

È successo ieri mattina verso le 10.30. Il dodicenne, iperattivo, soffre di un disturbo psicologico che lo rende molto aggressivo e per questo viene anche curato con potenti farmaci. Ma ieri mattina non è riuscito a contenersi. Di fronte al tono di voce sostenuto dell’operatrice ha perso il controllo e le ha sferrato un pugno in pieno volto. Sotto choc i compagni di classe e l’insegnante che in quel momento stava spiegando la lezione. M.P. è stata soccorsa in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del Suem.

Nella scuola sono accorsi anche i carabinieri della Compagnia di Padova, che hanno raccolto le testimonianze dell’insegnante e della stessa vittima e che ora dovranno stilare un dettagliato rapporto per il tribunale dei minori e per i Servizi sociali.

Non è la prima volta che il ragazzino in questione crea simili problemi in classe. Il suo è un caso noto agli insegnanti e anche al dirigente scolastico, che fin dal suo ingresso a scuola ha chiesto l’assistenza del Servizio età evolutiva dell’Usl 16. L’o peratrice sanitaria ferita ieri mattina gli stava vicino ormai da tempo e probabilmente credeva di poter prevedere ogni sua reazione. Ma purtroppo, di fronte all’ennesimo richiamo per la condotta non proprio impeccabile, ieri la situazione è sfuggita di mano.

La donna è stata caricata in una barella e portata al pronto soccorso, dove è rimasta sotto osservazione fino al tardo pomeriggio, prima di essere dimessa con dieci giorni di prognosi. I medici hanno riscontrato solo semplici contusioni e non la frattura del setto nasale. Del fatto, ovviamente sono stati informati anche i genitori del dodicenne.


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Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it - 16/12/2010

20 novembre 2010

Rissa in classe tra studenti. La professoressa sviene

Rissa in classe tra studenti. La professoressa sviene
Ennesimo episodio di guerriglia scolastica al "Galilei" di Mirandola. Alcuni studenti hanno litigato e si sono lanciati le sedie. Due i feriti

Modena. Rissa tra due studenti ieri mattina in una classe prima dell’Istituto Galilei di Mirandola. Due studenti e la docente di matematica, svenuta in classe, sono finiti all’ospedale. La prognosi è di alcuni giorni, ma poteva andare peggio.

 L’ennesimo episodio di violenza si è consumato alla prima ora di lezione, durante la verifica di matematica. Due studenti, che il giorno prima si erano presi a calci e pugni, improvvisamente, e nel silenzio dell’aula, hanno cominciato a far volare le sedie.

Una di queste ha sfiorato per pochi millimetri la professoressa di matematica che, per lo spavento, è svenuta. La sedia ‘impazzita’ ha poi colpito due studenti.

L’insegnante, che ha sporto denuncia, è stata subito soccorsa dagli alunni e, successivamente, in suo aiuto sono giunti altri colleghi. Un episodio gravissimo, e numerosi insegnanti invitano l’Ufficio scolastico provinciale "a consultare i registri di classe per verificare lo stato di degrado sociale in cui sono costretti a vivere milleseicento persone", tra cui milleduecento studenti, e circa centoventi docenti.

Sul posto è giunta una pattuglia di agenti del Commissariato di Mirandola, più volte sul posto anche nel passato. I due studenti sono stati trasportati a bordo di una ambulanza del 118 all’ospedale di Mirandola. La prognosi è di tre giorni. Piccole ferite, ma tanto lo spavento e lo stato di choc.

L’insegnante, riavutasi in aula, ha preferito continuare la propria attività e si è recata al pronto soccorso solo al termine delle lezioni. All’ospedale è stata raggiunta da una telefonata del preside, Giuseppe Pedrielli. Secondo quanto riferito da numerosi studenti — e già il Carlino qualche giorno fa aveva riportato la notizia — l’istituto vive in un costante clima di guerriglia scolastica ad opera di gruppi sparsi di bulli che seminano violenza tra studenti e professori, che si sentono indifesi.

C’è chi arriva a scuola con il ‘tirapugni’, un anello di metallo per colpire la vittima di turno, chi usa le mani e minaccia con sputi e offese gli indifesi. "Siamo stanchi, polizia e ambulanza del 118 sono ormai di casa qui", dichiaravano ieri mattina numerosi studenti subito dopo il fatto. Il giovane che ha innescato per prima la lite, tirando la sedia contro il compagno, è stato sospeso per quindici giorni. "Servira?", si chiedevano ieri in tanti.

di VIVIANA BRUSCHI


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Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it - 20/11/2010

Studente rimproverato sferra un pugno in faccia al prof

Studente rimproverato sferra un pugno in faccia al prof
É successo alla scuola media Montessorì di Castelferretti. L'insegnante aveva ripreso l'alunno, 15 anni, ripetente, perché giocava in palestra nonostante fosse esonerato

Ancona. Uno studente di 15 anni ha sferrato un pugno in faccia al suo professore di educazione fisica. È successo nella tarda mattinata di oggi, nella scuola media Montessorì di Castelferretti (Ancona).

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, lo studente, ripetente, sarebbe andato ugualmente in palestra per giocare a pallone con i compagni, nonostante fosse esonerato dallo svolgere l’ora di ginnastica. Ripreso dall'insegnante, il giovane ha reagito colpendolo con un pugno al naso.

Medicato al pronto soccorso dell'ospedale locale, il professore è stato dimesso con una prognosi di 7 giorni. L’uomo ha denunciato il suo alunno ai carabinieri della Tenenza di Falconara.

 
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Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it - 20/11/2010

16 novembre 2010

Pestaggi nelle scuole, feriti cinque insegnanti e due presidi

Pestaggi nelle scuole, feriti cinque insegnanti e due presidi
I politicanti hanno lasciato soli coloro che sono preposti ad imporre l’autorità scolastica: 7 feriti in pochi giorni, nessun arrestato


Salvatore Pizzo 

Professori e presidi aggrediti nelle scuole, anche in quest’anno scolastico si stanno verificando pestaggi nei confronti dei rappresentanti dell’Autorità scolastica, quei pubblici ufficiali che nell’esercizio della loro funzione docente rappresentano lo Stato e che certi politicanti hanno abbandonato a loro stessi, presentandoli all’opinione pubblica con fare spesso denigratorio contribuendo ad esagitare. Gli ultimi tre casi sono avvenuti a Maranello (Modena), Reggio Emilia e Mondragone in Campania.

In provincia di Modena, il padre di un ragazzo dell’Ipsia “Ferrari” si è scagliato contro un docente davanti a decine di studenti, stando una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo dopo una lite tra il figlio e un compagno se l’è presa con il professore che era intervenuto solo per cercare di calmarlo. Dopo a scuola sono arrivati i carabinieri, in questo caso la procedibilità penale scatta d’ufficio, molti non sanno che l’aggressione ad un pubblico ufficiale prescinde dalla querela di parte. Il malcapitato docente è stato medicato dai sanitari del 118 che sono intervenuti.

All’Ipsia “Lombardini” di viale Trento Trieste a Reggio Emilia, a causa di un episodio simile tra ragazzini, sono arrivati a scuola il padre e la madre di un 14enne. In questo caso ad essere vittima della furia del padre sono stati il preside ed un insegnante, entrambi sono andati all’ospedale. Secondo quanto si appreso la mamma si sarebbe “preoccupata” di “solo” di spintonare una professoressa. Sono dovute intervenire tre volanti della Polizia per calmare i due coniugi. Fortunatamente i due feriti non sono gravi.

Alla Scuola Media “Michelangelo Buonarroti” di Mondragone un professore “reo” di aver rimproverato una ragazzina vivace, insieme ad una collega ed alla dirigente scolastica, è stato aggredito dai familiari della giovane studentessa. I tre feriti sono stati medicati all’Ospedale di Sessa Aurunca con prognosi che variano dai cinque ai venticinque giorni.
Quegli stessi politicanti che spesso sono solerti di usare per “difendere” gli interessi pubblici l’Avvocatura dello Stato, non hanno per nulla espresso solidarietà ne hanno caldeggiato (almeno pubblicamente) che gli Avvocati dello Stato rappresentassero quei pubblici ufficiali che hanno la responsabilità di istruire il paese del domani, evidentemente anche i teppisti votano bisogna non irritarli troppo.

Ecco cosa dice la legge:

Cassazione penale , sez. III, 11 febbraio 1992
"La qualità di pubblico ufficiale deve essere attribuita a tutti gli insegnanti di scuole statali, in quanto essi esercitano una funzione disciplinata da norme di diritto pubblico e caratterizzata dalla manifestazione della volontà della Pubblica Amministrazione e dal suo svolgersi attraverso atti autoritativi e certificativi. (…)”.


Ai sensi dell’art. 337 Codice Penale: “Chiunque usa violenza o minaccia per opporsi ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di pubblico servizio, mentre compie un atto di ufficio o di servizio, o a coloro che, richiesti, gli prestano assistenza, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni”.
Procedibilità: d'ufficio. Arresto: facoltativo. Fermo: consentito



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Fonte: http://www.corrierediaversaegiugliano.it - 16 novembre 2010

09 novembre 2010

Genitori irrompono a scuola e schiaffeggiano preside e prof

Genitori irrompono a scuola e schiaffeggiano preside e prof
La madre e il padre di un 14enne sono entrati come due furie all'Ipsia "Lombardini" in cerca dei ragazzini che avevano litigato con il figlio. Ad avere la peggio il dirigente scolastico e un insegnante che hanno provato a fermarli e sono finiti in ospedale

Reggio Emilia. Come una furia entrano all’Ipsia «Lombardini» di viale Trento Trieste. Aprono le porte delle classi in cerca dei ragazzini che hanno litigato con loro figlio. Sono il padre e la madre di un 14enne che qualche giorno fa ha discusso per futili motivi con un coetaneo e con un 19enne di colore. Il personale della scuola cerca di fermare i genitori. Il padre sferra due schiaffoni al preside e a un insegnante, mandandoli entrambi all’ospedale, mentre la mamma spintona una professoressa. È stato necessario l’intervento di tre volanti della polizia per calmarli.

«Per me è stato un vero shock, non tanto per il dolore degli schiaffi, quanto per il gesto in sè». Valerio M., preside dell’Ipsia «Lombardini» e dell’Itis «Nobili» ieri mattina alle 8 ha sentito urlare nei corridoi della scuola. È uscito dall’ufficio per capire cosa stava succedendo e si è trovato davanti un padre e una madre esagitati. «Non riuscivo a capire cosa volessero quei genitori — continua il preside — ma non mi piaceva che facessero quella sceneggiata davanti ai ragazzi. Così ho proposto loro di venire a parlare nel mio ufficio. Mi hanno chiesto chi ero, ho risposto “Il preside” e il padre mi ha dato uno schiaffo». Subito è stata chiamato il 113. «I genitori erano completamente alterati — spiega M. — Hanno schiaffeggiato un altro insegnante e spintonato una professoressa».

È andato in ospedale.
«Sia io, sia l’insegnante, siamo andati al pronto soccorso per controlli».

Come sta?
«Ho un po’ male al collo, forse per il movimento brusco per tentare, invano, di evitare la sberla. Devo prendere degli antidolorifici. Poi mi sembra che l’occhio si stia gonfiando. Ma, ripeto, la cosa grave è il gesto in sè».

Un genitore che picchia preside e insegnanti...
«Sì. Se la famiglia arriva a fare un gesto di questo tipo, mi chiedo qual è il messaggio che diamo ai ragazzi».

Allo scontro hanno assistito molti alunni?
«Certo, non appena hanno sentito le urla sono usciti tutti in corridoio a vedere cosa stava succedendo. Mi dispiace molto che abbiano visto questa scena, dovremmo tornare sull’argomento».

In che modo?
«Abbiamo intenzione di fare un’assemblea in palestra a cui parteciperanno tutti gli alunni dell’istituto per ragionare su quello che è successo. Vorrei aprire una riflessione sul comportamento corretto da tenere».

E nei confronti dei genitori e dei ragazzi coinvolti nella lite ha intenzione di prendere qualche provvedimento?
«Sicuramente sporgerò querela contro i genitori. Non deve rimanere impunito un atto del genere. Poi, quando verrà chiarito il motivo della disputa, potremmo decidere quali provvedimenti scolastici adottare per i ragazzi».

Lei conosce questi genitori?
«No. So che loro figlio frequenta la prima. In ogni caso, se c’era qualcosa che non andava, potevano venirmelo a dire. Io sono sempre a scuola e tutti gli alunni sanno che sono aperto al dialogo».

Ma la ritengono responsabile per la lite in cui è rimasto coinvolto loro figlio?
«Questo piacerebbe saperlo anche a me».

di Sabrina Pignedoli


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Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it - 09/11/2010

17 ottobre 2010

Docenti sotto controllo e bullismo scolastico

Docenti sotto controllo e bullismo scolastico

L’ultima mossa del ministro Mariastella Gelmini per dare all’opinione pubblica la sensazione di un cambiamento epocale nella scuola pubblica è – a detta della stampa nazionale – l’anagrafe on line dei docenti, con la quale il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) promette di consentire la consultazione al pubblico non solo dei currricula di un milione di professori, di ruolo o meno, ma anche dei loro dati anagrafici e della sede dove operano attualmente.

A parte le considerazioni riguardanti la privacy (e quindi i diritti del docente, quale cittadino, di veder tutelati i suoi dati personali), e a parte il fatto che il ministero non compensa economicamente le competenze aggiuntive dei docenti (né le conosce) quindi non si capisce perché debba metterle in mostra nella sua ‘vetrina’, preme sottolineare come tale operazione inutile (tranne che all’immagine del ministro, oltre che creare confusione sulla realtà della pubblica istruzione) contribuisca a quello che è uno dei maggiori problemi della scuola, oggi, cioè  la delegittimazione della classe docente, che in definitiva danneggia gli studenti stessi.

Perchè il vero messaggio di questa anagrafe è: voi potete controllare i professori, conoscere quali hanno il curriculum migliore e quali quello strettamente indispensabile a superare il concorso. Infatti la giustificazione addotta, di poter scegliere le scuole presso le quali iscriversi in base alla preparazione dei docenti, non tiene, e su più fronti.

Ad esempio, grande curriculum non vuol dire grande capacità didattica: si può essere geni sul piano scientifico (o secchioni) ma non riuscire a farsi comprendere dagli allievi o non saper comprendere gli adolescenti.

Inoltre, avere al proprio attivo varie pubblicazioni potrebbe anche significare impegno minimo con le classi per dedicarsi all’attività editoriale.

Ma, soprattutto, dato che le classi possono avere un massimo di 31 allievi, gli studenti si iscrivono a scuola a gennaio, il ministero assegna le cattedre agli istituti a inizio estate e i docenti vengono assegnati alle classi a settembre, l’idea che tale anagrafe aiuti a scegliere il ‘corso’ migliore (atteso che tutti i docenti di quel corso siano nella ‘top ten’) è una vera presa in giro…

Ecco perchè si può concludere che lo scopo e l’effetto del provvedimento sarà dare all’opinione pubblica la sensazione di poter controllare i docenti, un altro tassello di una campagna delegittimante che crea agli insegnanti difficoltà nel gestire gli studenti bulli o violenti (e talora genitori arroganti o violenti), perchè il rispetto dovuto al docente (quantomeno come persona) viene meno quando si abbia il preconcetto di trovarsi di fronte ad un fannullone impreparato, ad un soggetto che può essere controllato e quindi può – anzi deve – essere ridimensionato.

Non che non vi siano tanti docenti che, nonostante tale campagna di delegittimazione, riescono – con l’abnegazione e la preparazione – ad ottenere il rispetto e la stima degli studenti e delle famiglie, ma – ripeto – in caso contrario chi davvero ci rimette sono gli studenti. Gli ingestibili e gli altri, quelli che invece vorrebbero studiare in un ambiente sereno.

Non bastano poi a rimediare i provvedimenti disciplinari duri, invocati in più occasioni anche dal ministro Gelmini, o la mancata ammissione all’esame per chi non abbia la sufficienza in tutte le materie. Perché quello cui si deve mirare è l’educazione complessiva e quotidiana della persona, e non soltanto a ‘fare la faccia feroce’ alla fine del percorso o quando (e succede sempre più spesso e in modo sempre più grave) vengono superati i limiti.


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Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it - 17/10/2010

12 ottobre 2010

Archiviata la posizione della docente accusata di violenza

Immagine di repertorio
NOTA del curatore del blog: questa notizia, che ho deciso di pubblicare, mi è stata segnalata attraverso la posta elettronica. A mio modesto avviso dalla lettura dell'articolo e del dispositivo giudiziario è difficile una ricostruzione oggettiva dei fatti. Decido però di pubblicarla, sia perchè ciascuno possa farsi una propria opinione, sia perchè è un fatto comunque indice di un rapporto quanto meno problematico tra la classe docente e gli alunni. Sono pronto a rettificare il post in qualunque momento o a cassarlo del tutto, qualora vi sia la richiesta motivata. Ho provveduto ad eliminare qualsiasi riferimento a nomi di persone o luoghi non geografici.


Oggetto: fascicolo [...]
[...] Villafranca.

Si segnala per quanto di competenza che il P.M.dott.ssa [...] della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Verona in data 20/12/2010 notificata al mio legale in data 16/02/2011 ha chiesto l'archiviazione del procedimento penale n.[...] R.R.G. Notizie di reato con la seguente motivazione "...La versione dell'insegnante trova conferma nelle dichiarazioni degli alunni i quali hanno riferito di essersi effettivamente avvicinati in gruppo all'insegnante. D'altro canto, dalle indagini svolte è emerso che l'episodio si colloca in un clima di elevata tensione tra la scolaresca e l'insegnante; situazione già segnalata al direttore scolastico. In tale clima di forte tensione ed opposizione da parte degli alunni è verosimile che l'indagata, vistasi accerchiata dai ragazzi che protestavano vivamente per il suo operato e vista la condotta tenuta da (omissis) si sia sentita minacciata e, nel timore di ulteriori atti, abbia reagito istintivamente, come dalla stessa dichiarato. Alla luce di ciò, gli elementi acquisiti non appaiono idonei a sostenere l'accusa in giudizio, essendo prevedibile un esito sfavorevole...".


****************

Schiaffo in aula, gli studenti scioperano

Manifestazione all'istituto [...] dove c'era stato un alterco tra una professoressa e un iscritto alla quinta [...]. Slogan e striscioni davanti alla scuola per la denuncia del ragazzo contro l'insegnante. Minacciata la protesta a oltranza se l'Ufficio scolastico non prenderà provvedimenti


Villafranca. Promettevano lo sciopero e sciopero è stato. E lo sarà ad oltranza, fino alla soluzione del problema. Gli studenti [...], dell'istituto [...] di Villafranca, ieri non sono entrati in classe, manifestando con striscioni e megafono davanti ai cancelli d'ingresso della scuola. Tre classi in tutto, quasi al completo, e alcuni studenti di altre sezioni.
Hanno preso questa decisione in seguito all'episodio accaduto giovedì scorso nell'aula della quinta [...]. All'ultima ora, verso l'una, a conclusione della lezione, la professoressa di informatica, secondo la denuncia di un ragazzo, lo ha colpito con uno schiaffo mentre gli altri compagni si erano accalcati attorno alla sua scrivania. «È entrata in aula», spiegano gli studenti scioperanti, «ha scritto alla lavagna per pochi minuti e la lezione è finita lì. Alla fine dell'ora, ha compilato il registro di classe nella sezione dedicata ai temi trattati. Allora ci siamo avvicinati alla scrivania, dicendole che non poteva scrivere sul registro cose che non aveva spiegato». Da lì, secondo le accuse dei ragazzi, è partito lo schiaffo, al primo che è capitato. Ma l'insegnante ha una sua verità da raccontare e ha già preso contatti con i carabinieri per presentare a sua volta un esposto. Quando diverrà pubblico, sarà possibile comprendere come si sono svolti i fatti e se ci sono contraddizioni nelle versioni dell'uno o dell'altra. Dopo l'episodio, lo studente si era recato immediatamente dai carabinieri di Villafranca e aveva sporto denuncia.
Ieri mattina non è venuto a scuola. Era assente anche l'insegnante, a casa per malattia. Lo schiaffo è in realtà la punta di un iceberg, secondo i ragazzi: «Informatica è una materia di indirzzo del nostro corso, siamo ragionieri programmatori. Con tutta probabilità uscirà come seconda prova agli esami di maturità e non siamo preparati. L'insegnante non fa mai lezione. L'anno scorso è stata assente per quasi tutto l'anno, abbiamo cambiato ben quattro professori. Quando è in aula non spiega. Abbiamo sopperito al vuoto frequentando i corsi pomeridiani organizzati dal preside».
Le lamentele sono state portate all'attenzione prima della presidenza poi del Provveditorato allo studio di Verona. Da tre anni si susseguono lettere e appelli, ma il caso è esploso soltanto in seguito all'atto estremo che gli studenti attribuiscono all'insegnate. Quest'ultima lo scorso anno è stata assente spesso per motivi di salute. Tornando a scuola e poi assentandosi ancora. Non c'è stata, quindi, continuità d'insegnamento per gli studenti. Da qui gli slogan appesi ieri alle cancellate [...]: «Abbiamo diritto all'istruzione» e «Insegnare è un dovere non un hobby».
Il picchetto si è radunato prima delle otto del mattino. Alle 8.25 il sindaco [...] ha incontrato il vice preside [...] e due carabinieri giunti in sopralluogo. Il gruppo si è, quindi, riunito con alcuni studenti che guidavano lo sciopero. «Se entro 15 giorni», concludono gli studenti, «non avremo riscontri positivi, le classi dell'istituto provvederanno ad un'ulteriore manifestazione di protesta, che si protrarrà ad oltranza, fino alla risoluzione del problema». In via temporanea, gli studenti delle classi interessate hanno deciso di uscire dall'aula durante le ore di lezione della professoressa.

Maria Vittoria Adami


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Fonte: www.larena.it - 12/10/2010 (articolo)
Fonte: mail privata - 05/03/2011 (dispositivo giudiziario)

21 settembre 2010

Alunno mostra i genitali, la professoressa lo punisce e si ritrova a processo

Alunno mostra i genitali, la professoressa lo punisce e si ritrova a processo

Tutto avrebbe avuto origine da un episodio avvenuto nei bagni della scuola, dove lo studente avrebbe mostrato i propri genitali ad una compagna di classe. L'insegnante è accusata di abuso di mezzi di correzione per aver "assunto un atteggiamento ostile nei suoi confronti tanto da provocargli uno stato di sofferenza psicologica"

BELLUNO. Abuso di mezzi di correzione. È l’accusa che la procura della Repubblica di Belluno contesta a G.B., 66 anni, insegnante di lettere in una scuola media della provincia. Parte offesa nel processo che inizierà il 26 gennaio prossimo un ragazzino che avrebbe subìto il comportamento vessatorio dell’i nsegnante. Tutto avrebbe avuto origine da un episodio avvenuto nei bagni della scuola, dove lo studente avrebbe mostrato i propri genitali ad una compagna di classe.
Da quel momento, secondo lo studente, l’insegnante (difesa dall’a vvocato Francesco Rasera Berna) avrebbe assunto un atteggiamento ostile nei suoi confronti tanto da provocargli uno stato di sofferenza psicologica, attestato successivamente dal consulente del pubblico ministero.
I fatti risalgono al novembre 2005, quando, secondo l’insegnante, avvisata proprio dalla studentessa, sarebbe avvenuta “l’esibizione” nel bagno. Il capo d’accusa parla di un comportamento vessatorio consistito nel far accompagnare, da quel giorno in poi, lo studente al bagno da un compagno, nel rinfacciare davanti alla classe, più volte, l’episodio incriminato, nell’aver fatto più volte pressione sull’alunno affinché ammettesse l’addebito e si scusasse con la compagna, nell’averlo isolato col banco in fondo all’aula e nell’a ver rifiutato colloqui chiarificatori coi genitori.
La macchina giudiziaria s’è messa in moto soltanto dopo al denuncia dei genitori, attraverso un dettagliato esposto in procura. La consulenza, richiesta al pubblico ministero, avrebbe poi confermato lo stato di stress psicologico nel ragazzo parlando di una “depressione psicofisica letente”, di “sentimento di disagio con meccanismi difensivi” e di “alterazione del comportamento con sofferenza emotiva”. Fin qui l’accusa, ma la difesa, con l’avvocato Rasera Berna è prontra a contestare punto su punto le tesi della procura, anche perché l’insegnante in questione è stimata e mai in precedenza era incappata in simili situazioni.
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Fonte: http://corrierealpi.gelocal.it/  - 21/09/2010

16 settembre 2010

Incendia l'auto all'insegnante che lo aveva bocciato, denunciato

Immagine di repertorio
Incendia l'auto all'insegnante che lo aveva bocciato, denunciato

(AGI) - Catanzaro, 16 set. - In piena estate aveva incendiato l'autovettura di un insegnante che alcune settimane prima lo aveva bocciato. Con questa accusa i carabinieri hanno denunciato, in stato di liberta', un giovane di 19 anni, A.F., di Guardavalle (Catanzaro). I fatti risalgono al 13 agosto scorso, quando in piena notte venne date alle fiamme, a Guardavalle, l'auto di un insegnante di un liceo di Soverato.

Una serie di riscontri hanno portato i carabinieri alla denuncia dello studente, gia' segnalato precedentemente, quanto era minorenne, all'autorita' giudiziaria per lesioni personali a seguito di una lite con alcuni compagni di scuola. (AGI) Ros


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Fonte: http://www.agi.it/ - 16/09/2010

21 giugno 2010

Alunno bocciato: i genitori aggrediscono la preside

Alunno bocciato: i genitori aggrediscono la preside

Daniela Pennarola, la preside della scuola media Sant'Alfonso dei Liguori, nella zona dell'Arenaccia è finita in ospedale perché aggredita dai due genitori di un alunno bocciato. È intervenuta la polizia che ha identificato gli aggressori

di Redazione - La bocciatura di un alunno è costata caro a Daniela Pennarola, la preside della scuola media Sant'Alfonso dei Liguori, nella zona dell'Arenaccia. La donna è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari dell'ospedale in cui è stata portata in ambulanza perché i genitori del ragazzino bocciato l'hanno aggredita.

Niente orecchie d'asino, sgridate e punizioni per chi viene bocciato, ma insulti e aggressioni alla preside della scuola. Almeno così, dalle prime ricostruzioni, sembrano pensarla i genitori del ragazzino. Secondo le testimonianze raccolte, la preside Daniela Pennarola è stata dapprima insultata dai genitori, che avevano fatto irruzione nella scuola inveendo all'indirizzo dei docenti, poi il padre dell'alunno le si è avventato contro e l'ha afferrata per i capelli strattonandola con violenza.

Sul luogo è intervenuta la polizia che ha identificato gli aggressori. Sull'episodio stanno indagando gli agenti del commissariato Vasto-Arenaccia, diretti dal vicequestore Pasquale Trocino.

La preside, contattata dall'Ansa, ha spiegato che tentativi di aggressione e minacce si sono verificate più volte davanti e all'interno dell'istituto tanto da essere stata costretta a chiedere inutilmente una vigilanza assidua in quella che ha definito "terra di nessuno".

C'era stato già un precedente sabato scorso, quando si seppe che il ragazzo era stato respinto, la madre dell'alunno si presentò a scuola abbandonandosi ad intemperanze verso i docenti, ma in quella circostanza non ci fu alcuna aggressione. Oggi la madre è tornata nella scuola e, secondo una prima ricostruzione, appena ha incontrato la preside, ha avvertito con il telefonino il marito che l'ha raggiunta e si è scagliato subito contro la vittima.


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Fonte: http://www.napolitoday.it/ - 21/06/2010

27 maggio 2010

Prof picchiato per un rimprovero

Prof picchiato per un rimprovero

Genitore lo aspetta nel parcheggio e gli dà un pugno in volto

Prato, 27 maggio 2010 - LO HA ASPETTATO nel parcheggio di fronte alla scuola: un agguato in piena regola. Poi lo ha affrontato a muso duro e gli ha dato un pugno in volto. Non è la descrizione di una lite fra due bulli, ma quello che è successo martedì pomeriggio fra un professore di educazione artistica della scuola media Sem Benelli di San Giusto e il genitore di uno studente. Un’aggressione, un gesto molto grave al di là delle conseguenze fisiche per il docente, comunque non trascurabili: al pronto soccorso gli hanno refertato otto giorni di prognosi per il cazzotto ricevuto in faccia.

Il fatto risale a martedì pomeriggio: uno studente, italiano, descritto come un ragazzo vivace ma non particolarmente problematico né con una situazione familiare particolarmente difficile, avrebbe riferito al padre di un rimprovero subìto in classe da parte del professore. Un uomo descritto dai colleghi come persona mite e molto amato dai suoi studenti. E d’altra parte è un insegnante di educazione artistica, una di quelle materie più apprezzate e meno «fastidiose», quindi anche più difficilmente fonte di contrasto tra la classe e la cattedra. Eppure questo rimprovero, evidentemente considerato ingiusto o esagerato dall’alunno, ha scatenato qualcosa nella testa del padre, che ha aspettato l’insegnante e lo ha colpito. Il professore è poi rientrato nella scuola: una custode lo ha visto con il labbro tumefatto. «Sarà caduto», ha pensato, prima di rivolgersi all’uomo, che invece ha raccontato l’incredibile vicissitudine.

SUL POSTO è così arrivata un’ambulanza; il professore ha ricevuto le cure del caso, poi ha raccontato ai carabinieri intervenuti a scuola cosa fosse successo. Ma non ha voluto denunciare l’aggressore: potrà tuttavia farlo entro i prossimi 90 giorni.

«Siamo sconvolti — dice Mariagrazia Ciambellotti, dirigente dell’istituto comprensivo Don Milani, che include anche la Sem Benelli di San Giusto — si tratta di un gesto grave e inspiegabile, ai danni di un professore molto amato dai suoi studenti. Lui è amareggiato, ma il suo primo pensiero non è stato per se stesso, bensì per lo studente che avrebbe rimproverato: ha subito espresso timore per le conseguenze che avrebbe potuto subire». La preside ha riunito ieri pomeriggio, in via straordinaria, il collegio dei docenti per discutere della questione. «Abbiamo parlato per cercare di capire — riprende la preside — qui abbiamo avuto sempre situazioni di difficoltà, ma in questo caso si tratta di un ragazzo semplicemente vivace, ma nulla di particolare... Abbiamo anche uno splendido rapporto con i genitori, per questo non capisco. Ieri, comunque, i professori hanno parlato con i ragazzi per spiegare cosa è successo».

E il pensiero torna indietro di tre anni, all’aprile 2007, quando il preside Ivo Regoli fu colpito da un genitore nel suo ufficio alle scuole Lippi di via Corridoni, ma anche a pochi giorni fa, a Seano, quando a essere accusata di punizioni eccessive fu invece una maestra. LUCA BOLDRINI



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Fonte: http://lanazione.ilsole24ore.com - 27/05/2010

20 maggio 2010

La prof rimprovera alunna. La madre aggredisce la docente

Ostia: la prof rimprovera alunna. La madre aggredisce la docente
La studentessa aveva insultato una compagna. La donna ha atteso l'insegnante all'uscita insieme
all'altra figlia di 20 anni. Alla fine rissa di famiglia dai carabinieri con 4 arresti


Un semplice rimprovero da parte di una professoressa nei confronti di un'alunna, della scuola media Guttuso di Ostia, sul litorale romano, ha scatenato l'ira della madre che, probabilmente avvisata al cellulare dalla figlia, ha atteso la docente all'uscita da scuola e l'ha aggredita.

L'arrivo dei carabinieri di Ostia, chiamati dalla scuola, ha ulteriormente infiammato gli animi: la mamma, 40 anni, aiutata da un'altra figlia, di 20 anni, ha insultato, minacciato e strattonato i militari rifiutando di placarsi. In caserma, dove le due donne sono state portate dopo l'arresto, sono poi giunti altri due familiari: un altro figlio di 18 anni e un pregiudicato, fratello, 38enne, della madre dell'alunna rimproverata.

I due pretendendo spiegazioni sul fermo delle parenti, hanno cominciato ad urlare e insultare i carabinieri. Ai vari inviti alla calma i due hanno risposto, anche loro, opponendo resistenza e violenza nei confronti dei militari. Alla fine tutti e quattro, residenti dalle parti di piazza Gasparri, sono stati arrestati e si trovano ora nel carcere di Rebibbia le donne e Regina Coeli gli uomini. All'origine del rimprovero della professoressa pare ci sia stato un comportamento offensivo da parte dell'alunna nei confronti di una compagna di classe disabile.



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Fonte: http://www.leggo.it - 20/05/2010